LAVORO IN PILLOLE: Le agevolazioni per chi assume disoccupati

Da qualche anno è in vigore un provvedimento che consente ai datori di lavoro di beneficiare di agevolazioni qualora assumano lavoratori in disoccupazione percettori di Naspi.

Non è uno strumento che ha trovato fino ad oggi ampia applicazione perché difficilmente i percettori di Naspi rinunciano all’indennità preferendo arrotondare quanto erogato dall’Inps con qualche lavoretto in nero. Sarà lo stesso con il Reddito di cittadinanza?

La misura incentivante è stata introdotta nel nostro ordinamento con il DL n. 76/2013, modificato dal D.lgs. n. 150/2015, il quale stabilisce che al datore di  lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a tempo  pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono della NASpI, è concesso, un contributo mensile pari al 20% dell’indennità mensile che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per il periodo residuo di spettanza dell’indennità.

Destinatari

Il beneficio è riferito alle assunzioni a tempo  pieno e indeterminato di soggetti in godimento dell’indennità NASpI. L’agevolazione può riferirsi anche a lavoratori che – avendo inoltrato l’istanza di concessione – abbiano titolo alla prestazione ma non l’abbiano ancora percepita.

Considerato che la norma è chiaramente finalizzata alla creazione di occupazione stabile, è possibile accedere all’incentivo anche in  caso  di trasformazione a tempo  pieno e indeterminato di un rapporto a termine già instaurato con un lavoratore, titolare di indennità NASpI, cui sia stata sospesa la prestazione in conseguenza della sua occupazione a tempo determinato.

Beneficiari

Possono accedere alla nuova misura incentivante tutti i datori  di  lavoro, comprese le cooperative che instaurino con soci lavoratori un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché le imprese di somministrazione di lavoro con riferimento ai lavoratori assunti a scopo di somministrazione.

Oggetto del beneficio

L’incentivo è  pari al 20% dell’importo dell’indennità residua NASpI cui il lavoratore avrebbe avuto titolo se non fosse stato assunto.

L’importo viene corrisposto sotto forma di contributo mensile e spetta solamente per i periodi di effettiva erogazione della retribuzione al lavoratore. Ne consegue che qualora questi sia stato retribuito per tutto il mese, il contributo compete in misura intera.

Invece, in presenza  di giornate non retribuite (per eventi quali, ad es., astensione  dal  lavoro per sciopero, malattia, maternità, ecc.), l’importo mensile dovrà essere rapportato alle giornate retribuite. In pratica: il contributo viene diviso per i giorni di calendario del mese da considerare e il quoziente così ottenuto, moltiplicato per il numero di giornate non retribuite. Il risultato così ottenuto dovrà essere detratto dal contributo riferito allo stesso mese.

Sono considerate retribuite anche le giornate in cui si è in presenza di emolumenti ridotti.

Va precisato che la somma a credito dell’azienda non potrà comunque essere superiore all’importo della retribuzione erogata al lavoratore interessato nel corrispondente mese dell’anno, comprendendovi anche le eventuali competenze ultramensili calcolate pro quota.

L’agevolazione, in ogni caso, non può superare la durata dell’indennità NASpI che sarebbe ancora spettata al lavoratore tenendo conto, ai fini della misura, della riduzione del 3% dell’indennità applicabile dal 4° mese di spettanza dell’ammortizzatore sociale (c.d. decalage).

Condizioni e requisiti

La concessione del beneficio è subordinata alla disciplina comunitaria degli aiuti de minimis.

L’incentivo non spetta:

  • per quei lavoratori riassunti dopo il licenziamento che siano nell’arco temporale dei 6 mesi per l’esercizio del diritto di precedenza;
  • qualora l’impresa assumente, pur appartenendo ad altro settore, sia in rapporto di collegamento o controllo con l’impresa che ha operato il recesso, oppure qualora quest’ultima presenti assetti proprietari sia sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume.

Va, infine, ricordato che il beneficio in questione soggiace al rispetto dei principi generali in materia  di  agevolazioni  stabiliti  dalla  legge  Fornero   nonché  alle  condizioni  di  cui all’articolo 1, comma 1175 della legge n. 296/2006 (possesso del Durc, rispetto della contrattazione  collettiva e della normativa in materia di sicurezza, rispetto del diritto di precedenza, rispetto della normativa in materia di collocamento mirato).

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