Congedo obbligatorio padre: salgono a 4 i giorni nel 2018

Dal 2018 il padre lavoratore dipendente ha diritto a 4 giorni di congedo obbligatorio, da fruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione e affidamento e possono essere goduti anche in via non continuativa.

Tale congedo, configurandosi come un diritto autonomo, è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità. Il congedo obbligatorio, pertanto, è fruibile dal padre lavoratore dipendente anche durante il congedo di maternità della lavoratrice madre o anche successivamente purché entro il limite temporale dei 5 mesi dalla nascita del figlio.

Tali diritti non possono essere sottoposti a valutazioni discrezionali da parte del datore di lavoro.

Come illustrato nella circolare Inps n. 40 del 14 marzo 2013, sono tenuti a presentare domanda per il congedo obbligatorio solamente i padri lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’INPS, mentre tutti i lavoratori, per i quali le indennità sono anticipate dal datore di lavoro, devono comunicare in forma scritta a quest’ultimo la fruizione dei congedi, senza necessità di presentare domanda all’Istituto previdenziale. La domanda al datore di lavoro deve essere effettuata per iscritto e con un preavviso di almeno 15 giorni.

Nel caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, invece, la domanda si presenta on-line, all’Inps, attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare la domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 156 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • Enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

I congedi non possono essere frazionati ad ore ed il padre lavoratore ha diritto ad un’indennità giornaliera, a carico dell’Inps, pari al 100% della retribuzione.

Dal 2018 è prevista, inoltre, la possibilità per il padre lavoratore dipendente di fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo, in sostituzione al periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre. Quindi, a differenza da quello obbligatorio, il congedo facoltativo è condizionato alla scelta della lavoratrice madre di non fruire di un giorno di congedo maternità. Il giorno fruito dal padre anticipa quindi il termine finale del congedo di maternità della madre.

Anche per il giorno di congedo facoltativo, il padre lavoratore ha diritto ad un’indennità giornaliera, a carico dell’INPS, pari al 100% della retribuzione.

Come nel caso del congedo obbligatorio, anche per usufruire del giorno di congedo facoltativo, il lavoratore padre deve comunicare al proprio datore di lavoro, per iscritto e con un anticipo di almeno quindici giorni, la data in cui intende utilizzare il congedo. Inoltre, alla richiesta va allegata una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante il giorno coincidente con quello richiesto dal padre, con conseguente riduzione del congedo di maternità. La predetta dichiarazione va presentata, a cura di uno dei due genitori, anche al datore di lavoro della lavoratrice madre.

 

0