Il jobs act manda in pensione i Co.co.pro

Dal 25 giugno 2015 non sarà più possibile stipulare contratti a progetto. Entra in vigore in tale data il Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 24 giugno.

A questo punto, però, una domanda è lecita. Cosa succederà a tutti quei lavoratori con contratto a progetto? Quale sarà il loro futuro?

Una soluzione a tale problema ci viene offerta direttamente dall’art. 54 del D.Lgs. n. 81/2015 che permette ai committenti/datori di lavoro privati di poter stabilizzare le pregresse collaborazioni coordinate continuative prive dei requisiti, assumendo il collaboratore con un contratto a tempo indeterminato, in modo tale da evitare qualsivoglia sanzione per l’errata qualificazione della natura del contratto.

I datori di lavoro che dal 1 gennaio 2016 trasformeranno un contratto di collaborazione, a progetto o no, (ma anche con una partita Iva) in un contratto subordinato a tempo indeterminato beneficeranno dell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’utilizzo errato della collaborazione, tranne gli illeciti eventualmente accertati prima dell’assunzione. La sanatoria richiede che il dipendente sottoscriva un accordo con cui rinuncia a eventuali pretese nei confronti del datore di lavoro per il passato, mentre quest’ultimo non potrà licenziarlo prima di 12 mesi.

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