Il Tfr in busta paga può far scattare il diritto al bonus 80 euro

Il chiarimento è arrivato dal sottosegretario del ministero dell’Economia,in risposta ad un question time alla commissione Finanze della Camera.

Scegliere di optare per il Tfr in busta paga può comportare il passaggio di un soggetto da contribuente incapiente a capiente.

Il Dpcm 29/2015, istitutivo della Qu.i.r. (quota integrativa della retribuzione ), prevede che la quota di Tfr in busta paga non incide “ai soli fini della verifica dei limiti di reddito complessivo” per la determinazione della spettanza del bonus Renzi, ma nel decreto non si fa riferimento al passaggio di capienza ai fini del diritto al bonus.

Ciò significa che un contribuente che era fuori campo Irpef (c.d. incapiente) può rientrarvi per effetto dell’Irpef della Qu.i.r. mensile in busta paga, dato che il reddito della stessa è tassato in forma ordinaria e, dunque, l’Irpef corrispondente si somma a quella della retribuzione del normale periodo di paga del dipendente.

In questo modo il lavoratore passa dall’esenzione Irpef, che blocca il bonus, alla debenza dell’Imposta, che gli varrà il credito d’imposta degli 80 euro mensili, in presenza degli altri due requisiti.

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