INPS: Indennità di paternità per i lavoratori autonomi

A oltre un anno di distanza dall’entrata in vigore della relativa norma, oggi l’INPS, con la circolare 128/2016 ha fornito le indicazioni operative per chiedere lindennità di paternità a beneficio dei lavoratori autonomi e per la maternità di 5 mesi, invece di 3, per le lavoratrici autonome in caso di adozione o affidamento.

Nella definizione di lavoratore autonomo rientrano artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli a titolo principale, pescatori autonomi della piccola pesca marittima e delle acque interne – purché iscritti alle relative gestioni previdenziali presso l’Inps e in regola con il versamento dei contributi.

Per il conseguimento della prestazione l’interessato deve presentare apposita domanda all’Inps entro il termine prescrizionale di un anno decorrente dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. L’Inps informa che, in attesa dell’acquisizione delle domande in via telematica, il padre lavoratore autonomo deve presentare la domanda di indennità di paternità alla Struttura Inps di competenza in modalità cartacea; a tale fine è utilizzabile il modello SR01 (domanda di indennità maternità/paternità), disponibile sul sito istituzionale, nella sezione modulistica.

L’indennità è richiedibile anche per gli eventi che si sono verificati prima del 25 giugno 2015, ma il cui periodo indennizzabile si è protratto oltre quella data. In tal caso, il contributo viene riconosciuto solo per i giorni successivi il 24 giugno.

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