Jobs act, conclusa riforma del lavoro: approvati ultimi decreti attuativi

La riforma del lavoro voluta dal governo Renzi, annunciata dal premier poche settimane dopo il suo insediamento, è completataIl consiglio dei ministri, infatti, ha approvato gli ultimi quattro decreti attuativi del Jobs act.

Addio alle dimissioni in bianco, ammortizzatori sociali estesi a 1,4 milioni di lavoratori, controlli a distanza rispettando la privacy: sono questi alcuni dei punti approvati dal cdm ed esposti dal ministro Poletti in conferenza stampa.

Basta dimissioni in bianco – Per quanto riguarda le dimissioni, ha spiegato il ministro, la certificazione della richiesta dovrà essere fatta “su un modulo che va scaricato dal sito del ministero del Lavoro. Se non c’è un modulo datato e certificato la dimissione non è valida”.

Controlli a distanza e privacy – Uno dei nodi che aveva suscitato più polemiche riguardava la privacy nei controlli a distanza. “Siamo intervenuti sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori rispetto alla privacy, colmando un vuoto normativo – ha detto Poletti –. Ora abbiamo una normativa complessiva con al centro due obiettivi: una norma chiara e definita e il rispetto della privacy”. Le aziende potranno assegnare ai lavoratori strumenti di lavoro come pc, tablet e cellulari senza che sia necessario un accordo sindacale o un’autorizzazione del ministero (richiesta invece per installare telecamere). Ma sarà sempre obbligatorio informare preventivamente e in maniera adeguata i lavoratori sulle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli, che devono sempre avvenire nel rispetto delle norme sulla privacy. In base a queste due condizioni, le informazioni raccolte “sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro”, quindi potenzialmente anche a fini disciplinari.

Ispettorato Unico – Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo del Jobs act sulle attività ispettive, con l’istituzione dell’Ispettorato unico. Poletti ha spiegato che lo spirito è quello di migliorare la performance delle ispezioni”. “Anziché avere tre soggetti – ha detto al termine del cdm – ci sarà un istituto solo, così semplifichiamo anche per le imprese”.

Ammortizzatori sociali – Sul fronte degli ammortizzatori, il Ministero de Lavoro ha esordito dicendo di aver esteso la cassa integrazione a 1,4 milioni di lavoratori che non avevano la copertura perché lavoravano in imprese con meno di 15 dipendenti. L’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro – ha spiegato Poletti – durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, periodo che sale fino a 36 se si usa la solidarietà. Sulle aliquote di applica il meccanismo bonus malus, paga di più chi più usa la cassa”. Inoltre, è stata resa stabile la NASpI a 24 mesi.

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