Jobs Act e il nuovo articolo 4 dello Statuto dei lavoratori

L’art. 23, D.Lgs. n. 151/2015, ha modificato l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, relativo al controllo a distanza dei lavoratori.
Ecco la sintesi del rinnovato articolo.
Se dagli strumenti “deriva anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”, essi:
A) possono essere impiegati esclusivamente:

  • per esigenze organizzative e produttive;
  • per la sicurezza del lavoro;
  • per la tutela del patrimonio aziendale.

B) possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione, oppure in più regioni, l’accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e, in difetto di accordo, è previsto che l’autorizzazione ministeriale sia concessa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

La nuova formulazione della norma prevede, tra le altre cose, che l’accordo o l’autorizzazione non siano necessari in caso di utilizzo di strumenti messi a disposizione del lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e di strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

Ed inoltre, il c. 3 dell’art. 23, premesso che le informazioni raccolte con gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti di controllo sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, dispone che ciò avviene a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti ma anche nel rispetto di quanto disposto dal DLgs 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali).

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