Jobs Act ed ammortizzatori sociali: sintesi delle misure

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.

Le disposizioni contenute nel decreto sono improntate a tre obiettivi:

– Inclusione di lavoratori e imprese

– Semplificazione e certezze per le imprese

– Razionalizzazione delle integrazioni salariali

Inclusione di lavoratori e imprese

Il decreto rende strutturale la NASpI a 24 mesi per sempre e mette a regime e rende strutturali (cioè finanzia per sempre) altre importanti misure di politica sociale:

– l’assegno di disoccupazione (ASDI), che fornisce un reddito sino a sei mesi ai beneficiari di NASpI con figli minori o ultracinquantacinquenni che esauriscono il sussidio senza avere trovato lavoro e hanno un ISEE inferiore a 5.000 euro all’anno;

– le misure di conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro (tra le quali l’estensione del
congedo parentale);

– il fondo per le politiche attive del lavoro.

Inoltre, il decreto estende le integrazioni salariali in caso di riduzione o sospensione dell’orario di
lavoro a 1.400.000 lavoratori e 150.000 datori di lavoro in precedenza esclusi da queste tutele.

Semplificazione e certezze per le imprese

Il decreto introduce un unico testo normativo di 47 articoli per la cassa integrazione e per i fondi di solidarietà.
Fra le principali novità si segnala:

estensione della cassa integrazione agli apprendisti assunti con contratto di apprendistato professionalizzante;

• inclusione nei fondi di solidarietà tutti i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, anziché, come in precedenza, più di 15;

• semplificazione delle procedure di autorizzazione della Cassa integrazione ordinaria (CIGO), con l’abolizione delle commissioni provinciali e l’autorizzazione dei trattamenti direttamente da parte dell’INPS;

• semplificazione procedure autorizzazione alla Cassa integrazione straordinaria (CIGS), nonché delle procedure di consultazione sindacale;

• razionalizzazione delle integrazioni salariali

• certezza dei tempi: la CIGS parte 30 giorni dopo la domanda (per le richieste presentate a decorrere dal 1 novembre 2015)

Razionalizzazione delle integrazioni salariali

Viene prevista una revisione della durata massima complessiva delle integrazioni salariali: per ciascuna
unità produttiva, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.
Utilizzando la CIGS per causale contratto di solidarietà tale limite complessivo può essere portato a 36 mesi nel quinquennio mobile.

Inoltre, si prevede un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese attraverso le aliquote del contributo d’uso (contributo addizionale), l’ introduzione per la CIGO di una riduzione generalizzata del 10% sul contributo ordinario pagato su ogni lavoratore (la CIGS è strutturalmente a carico della fiscalità generale), l’introduzione del divieto della cassa a zero ore per tutto il personale per tutto il periodo di cassa disponibile.

Disposizioni in materia di fondi di solidarietà bilaterali

ESTENSIONE DEI FONDI DI SOLIDARIETA’ BILATERALE. Obbligo di estendere entro il 31 dicembre 2015 i fondi di solidarietà bilaterali per tutti i settori che non rientrano nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti (attualmente l’obbligo è previsto in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti).

FONDO DI SOLIDARIETA’ RESIDUALE (DA ORA DENOMINATO FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE). A decorrere dal 1° gennaio 2016, il fondo di solidarietà residuale (ossia il fondo che opera per tutti i settori i quali, oltre a non rientrare nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, non abbiano costituito fondi di solidarietà bilaterali) assume la denominazione di Fondo di Integrazione Salariale ed è soggetto a una nuova disciplina.

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