LAVORO IN PILLOLE – BONUS RENZI: La resa dei conti

BONUS RENZI: LA RESA DEI CONTI

E’ tempo di dichiarazioni e molti contribuenti rischiano di trovare un’amara sorpresa: la restituzione del bonus Renzi, il bonus di 80 euro mensili riconosciuto ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, con reddito lordo complessivo tra 8.000 e 24.000 euro, e per i titolari di reddito lordo compresi tra 24.000 e 26.000 euro ma in misura inferiore per effetto di un meccanismo di graduale riduzione del bonus.

Quando si deve restituire il bonus?

Uno dei motivi per il quale i contribuenti sono chiamati alla restituzione del bonus va ricercato nel raggiungimento di un reddito in misura superiore al limite massimo consentito per poter fruire del bonus Renzi in busta paga.
In molti casi, tuttavia, la restituzione del bonus 80 euro è richiesta anche agli incapienti, coloro, cioè, che hanno avuto un reddito inferiore agli 8.000 euro.
In pratica chi guadagna fino a 8.000 euro l’anno sicuramente è escluso dal beneficio. In presenza, però, di un rapporto di lavoro di alcuni mesi all’anno da cui derivi un reddito inferiore a 8.000 euro, si potrebbe aver comunque diritto a una parte del bonus in quanto le detrazioni spettanti non sono tali da assorbire completamente l’imposta lorda dovuta.

Perché nasce il problema della restituzione?

L’erogazione del bonus avviene ad opera dei sostituti d’imposta (privati e pubblici) in modo automatico senza che il beneficiario presenti alcuna domanda. Sono esclusi i datori di lavoro che non rivestono la qualità di sostituto d’imposta come ad esempio i datori di lavoro domestici.
L’attribuzione del credito, da parte del sostituto d’imposta avviene, in linea generale, sulla base dei redditi che lo stesso eroga al lavoratore in relazione al periodo di lavoro svolto.
Dal momento che il sostituto d’imposta non è necessariamente a conoscenza dell’esistenza e dell’ammontare di altri eventuali redditi posseduti dal contribuente, è di fondamentale importanza che quest’ultimo comunichi il reddito complessivo percepito o che presumerà di percepire per la corretta verifica dei requisiti di spettanza.

Come prevenire eventuali recuperi del bonus?

Innanzitutto è opportuno che il contribuente/lavoratore acquisisca piena contezza della propria situazione reddituale facendosi supportare, nel caso, da esperti del settore quali patronati, consulenti del lavoro o commercialisti e tenendo costantemente monitorato il proprio reddito.
Coloro che non hanno, o non ritengono di avere, i presupposti per il riconoscimento del beneficio, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a euro 26.000 derivante da redditi diversi da quelli erogati dal sostituto d’imposta, farebbero bene a darne immediata comunicazione al sostituto d’imposta, attraverso un’apposita dichiarazione da presentare al sostituto d’imposta (vedi fac-simile) il quale potrà recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nei quali è resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.
In caso di erronea determinazione del credito spettante, il contribuente sarà tenuto a restituire il bonus non spettante in sede di dichiarazione dei redditi.

DICHIARAZIONE BONUS RENZI

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