Ministero del Lavoro: falso che si possa condonare il lavoro nero

Con comunicato stampa del 13 giugno 2015, il Ministero del Lavoro è intervenuto a proposito di un articolo pubblicato su un quotidiano, per chiarire che nel c.d. Decreto semplificazioni, approvato in via preliminare in data 11 giugno 2015 dal Consiglio dei Ministri, non è previsto alcun condono per il lavoro nero.

Maxisanzione

In realtà – spiega il comunicato – è stato previsto l’inserimento di scaglioni sulla parte variabile della maxisanzione per il lavoro nero, lasciando la sanzione fissa nella misura originaria.

Nello specifico, l’art. 22 del decreto prevede che, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria:

a) da euro 1.500 a euro 9.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a trenta giorni di effettivo lavoro;

b) da euro 3.000 a euro 18.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da trentuno e sino a sessanta giorni di effettivo lavoro;

c) da euro 6.000 a euro 36.000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre sessanta giorni di effettivo lavoro.

Grazie all’inserimento di scaglioni, sarà più pesante la sanzione per chi abbia avuto alle proprie dipendenze lavoratori senza aver effettuato la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, da più di 60 giorni rispetto a chi, invece, abbia impiegato un lavoratore in nero fino a trenta giorni di lavoro effettivo.
Sempre sul lavoro nero è stata introdotta un’ altra novità che favorisce il mantenimento dell’occupazione del lavoratore in nero dopo la regolarizzazione forzata dall’intervento ispettivo. La disposizione prevede un meccanismo premiale di riduzione della sanzione per chi mantiene in forza il lavoratore per almeno tre mesi (oggi il lavoratore veniva licenziato il giorno dopo la regolarizzazione ispettiva).

Sospensione dell’attività
Sulla sospensione dell’attività si è semplicemente previsto che la revoca della sospensione si ottiene con la regolarizzazione completa dei lavoratori sia per i profili amministrativi (comunicazioni obbligatorie, registrazione sui libri ecc.) che sostanziali (visite mediche, formazione iniziale) e il pagamento di una parte (1/4) della sanzione economica, consentendo la rateazione della restante parte.
L’articolo esprime anche dei rilievi critici circa le disposizioni relative alla tessera di riconoscimento del lavoratore in edilizia, il cosiddetto “cartellino”. In proposito, si precisa che anche la previsione concernente l’obbligo di esposizione dei cartellini identificativi in edilizia è una mera razionalizzazione normativa. Attualmente infatti esiste una disposizione specifica inizialmente introdotta solo nel settore edile e una successiva disposizione nel Testo unico sicurezza che riguarda tutti gli appalti. Due disposizioni identiche che impongono lo stesso obbligo. Per questo motivo si è prevista l’abolizione della previsione specifica nell’edilizia.

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