Naspi 2015, ecco quando l’assegno è compatibile con l’attività lavorativa

Il lavoratore che percepisce l’indennità NASpI può intraprendere una nuova attività lavorativa, purché rientrante entro determinati limiti di reddito. Infatti, il nuovo sostegno economico prevede dei casi di compatibilità che si differenziano a seconda che si tratti di lavoro subordinato o autonomo.

Lavoro subordinato (dipendente)

Se si instaura un nuovo rapporto di lavoro subordinato in concomitanza con la percezione NASpI, affinchè si verifichi la compatibilità tra i due redditi è necessario che il reddito derivante dalla nuova attività sia inferiore a 8.145 euro. A tal fine, il percettore deve comunicare all’Inps, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto.

La NASpI sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo che intercorre tra la data di inizio del contratto di lavoro subordinato e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Quanto detto sono le regole che si applicano in caso di reddito inferiore al reddito minimo escluso da imposizione (8.145 euro); qualora si supera detto importo, si produce la decadenza dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In questo caso, l’indennità è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro.
I contributi previdenziali versati in relazione al nuovo rapporto di lavoro subordinato, sono utili per i requisiti e la durata di un nuovo trattamento NASpI.

Attività da lavoro autonomo

Se durante il periodo di fruizione dell’indennità NASpI il lavoratore intraprende un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile per la conservazione dello stato di disoccupazione ( pari ad € 4.800 annui per il lavoro autonomo ed 8.000 annui per le collaborazioni coordinate e continuative), deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività. dichiarando il reddito annuo presunto.

L’INPS provvederà a ridurre il pagamento dell’indennità NASpI di un importo pari all’80% del reddito che il lavoratore prevede di percepire, rapportato tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione è poi conguagliata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

La contribuzione versata in relazione all’attività da lavoro autonomo, non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riservata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

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