NASpI: Stagionali attenti!

Il D.Lgs. n. 22/2015 all’art. 1 ha introdotto la NASpI, il nuovo ammortizzatore sociale unico per i lavoratori dipendenti che andrà a sostituire dal 1° maggio 2015  l’ASpI e la mini ASpI.

Le differenze tra le due prestazioni sono numerose e destinate ad avere un impatto non trascurabile. La NASpI, infatti, seppur da un primo confronto possa sembrare più vantaggiosa, per alcuni aspetti risulta essere meno favorevole rispetto all’ASpI.

Un aspetto estremamente penalizzante che si creerà con l’entrata in vigore della NASpI riguarda i lavoratori stagionali. La NASpI, infatti, viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni ma ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo a erogazione delle prestazioni di disoccupazione. A parole sembra filare tutto ma nella pratica la situazione cambia notevolmente.

Un esempio: si pensi ad un lavoratore che venga licenziato dopo 3 anni di lavoro: potrà percepire 18 mesi di NASpI. Per contro, un lavoratore il cui rapporto cessa dopo sei mesi (ad esempio uno stagionale impiegato da aprile a settembre) potrà percepire soltanto 3 mesi di disoccupazione.

Tecnicamente si potrebbero prendere a base di computo i periodi di occupazione degli anni precedenti ma gli stessi, molto probabilmente, saranno stati già utilizzati per le richieste dell’ indennità di disoccupazione presentate negli anni precedenti.

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