Rateazioni: novità per chi ha debiti con Equitalia e Agenzia delle Entrate

Il nuovo decreto legislativo sulla delega fiscale introduce regole nuove per le richieste di pagamenti a rate da parte dei contribuenti che hanno debiti con l’Agenzia delle Entrate o Equitalia, le cosiddette rateazioni. Nel dettaglio vediamo come cambiano le regole per l’avviso bonario, l’adesione e conciliazione, il lieve inadempimento, le cartelle di Equitalia e l’imposta di successione.

AVVISI BONARI PER LIQUIDAZIONE E CONTROLLI FORMALI

Si può chiedere di pagare in 8 rate trimestrali (a differenza delle attuali 6) per somme che arrivano fino a 5mila euro derivanti dalla liquidazione automatizzata della dichiarazione e dai controlli formali. Per somme, invece, superiori a 5mila euro, rimane il limite di 20 rate trimestrali.
Le nuove regole entreranno in vigore:

-per avvisi bonari derivanti da controllo automatizzato delle imposte dirette e iva di cui all’art. 36-bis del Dpr 600/73 dal periodo d’imposta 2014;

-per avvisi bonari derivanti da controllo formale di cui all’art. 36 –ter del Dpr 600/73 dal periodo d’imposta 2013;

ADESIONE E CONCILIAZIONE
Può essere richiesto il pagamento in 8 o 16 rate trimestrali (attualmente sono 12) per somme superiori a 50mila euro. La nuova regola varrà per tutti gli atti perfezionati dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo.

LIEVE INADEMPIMENTO
Si realizza “lieve inadempimento” se il ritardo della pagamento della prima o unica rata non supera i sette giorni o se l’omissione non supera il 3% della rata successiva alla prima o comunque 10mila euro. In caso di lieve inadempimento è salva la dilazione in corso

CARTELLE DI EQUITALIA

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto sulla riforma della riscossione (entro 21 novembre), è possibile presentare domanda di dilazione delle rateazioni scadute nei 24 mesi precedenti la data di entrata in vigore del decreto.

La facoltà di rateizzare nuovamente il debito non pagato è limitata alle decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti l’entrata in vigore del Dlgs 159.

La dilazione non può superare le 72 rate mensili e decade dopo il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive.

Per le rateazioni concesse dalla data di entrata in vigore del Decreto, valgono le seguenti nuove regole:

la decadenza interviene con il mancato pagamento di cinque rate (non più otto);

in caso di decadenza il debitore può rientrare nel piano iniziale pagando l’importo delle rate scadute;

il blocco delle azioni esecutive in corso, dopo il pagamento della prima rata;

dopo l’accoglimento della domanda sono inibite le iscrizioni di ipoteca e fermi amministrativi.

IMPOSTA DI SUCCESSIONE
L’imposta di successione può essere dilazionata, a condizione di versare un acconto del 20% dell’imposta liquidata, da pagare entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto di liquidazione. L’importo residuo si può pagare in 8 rate trimestrali oppure 12 per gli importi che superano i 20mila euro. Nel caso in cui, tuttavia, il debito sia inferiore a 1.000 euro la dilazione non è ammessa. Il “lieve inadempimento” è previsto in 5 giorni e non più 7. La nuova regola varrà per tutti gli atti perfezionati dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo.

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