STABILITÁ 2016 E MONDO DEL LAVORO

Il 15 Ottobre è stata approvato dal Governo nel CdM il disegno di legge di Stabilità 2016 che prevede alcuni interventi che interessano più da vicino il mondo del lavoro: la conferma dell’esonero contributivo per nuove assunzioni, l’aumento del limite del contante, lo sconto sui premi di produttività, il part time agevolato per gli over 63, le misure per pensionati ed esodati, la tutela delle Partite Iva.

ESONERO BIENNALE ASSUNZIONI 2016
Deludenti le misure sul piano dell’incentivazione alle assunzioni soprattutto se si guarda all’abolizione, effettuata con la manovra 2015, dello sgravio della legge 407/90.
Infatti, l’attuale esonero contributivo triennale (che oggi prevede lo sgravio pressoché totale dei contributi previdenziali per chi assume un dipendente a tempo indeterminato o converte un contratto precario in un inquadramento stabile) diventerà decisamente meno generoso. Dal 1° gennaio, scenderanno al 40% dei livelli attuali, cioè saranno più che dimezzati, ed inoltre l’agevolazione potrà durare soltanto due anni e non più tre. In ogni caso la misura dell’esonero non potrà superare i 3.250 euro (massimo 6.500 euro nel biennio).
Non applicabile ai contratti di apprendistato e di lavoro domestico, l’esonero sarà escluso, inoltre, per le assunzioni di lavoratori che nei sei mesi precedenti siano stati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro e non spetterà ai soggetti che abbiano già avuto gli stessi benefici su assunzioni a tempo indeterminato, effettuate sia nel 2015 che nel 2016.
Non sarà possibile, infine, fruire dell’agevolazione per quei lavoratori che nei 3 mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge (presumibilmente ottobre, novembre e dicembre 2015) avevano in essere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il medesimo datore di lavoro che intende assumerli (considerando anche società controllate o collegate).

PART-TIME AGEVOLATO
La norma è finalizzata ad accompagnare i lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva e prevede, in via sperimentale per il triennio 2016-2018, la possibilità del part-time al 40-60% a quei lavoratori dipendenti del settore privato (sono quindi esclusi quelli del pubblico impiego) a cui restano non più di tre anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Questo equivale alla soglia dei 63 anni e 7 mesi per gli uomini e dei 62 anni e 7 mesi per le donne.
Sarà necessaria, ai fini dell’attivazione del part-time, la stipula di un accordo con il datore di lavoro che sarà chiamato a effettuare il versamento dei contributi in busta paga.
Dei contributivi figurativi, invece, dovrà farsi carico direttamente lo Stato.
Con la previsione di un simile meccanismo, il lavoratore avrà la possibilità di beneficiare di un orario di lavoro ridotto per un periodo massimo di tre anni, senza tuttavia incorrere in eventuali penalità sull’importo dell’assegno previdenziale.
Il numero dei presunti beneficiari del part-time potrebbe però essere ridotto per via del vincolo annuale di risorse previsto.

DETASSAZIONE DEL SALARIO DI PRODUTTIVITÁ
Torna una misura già presente nel sistema fiscale italiano durante gli anni passati (e poi accantonata). Si tratta delle agevolazioni fiscali sul salario di produttività delle aziende. I premi annui di produzione pagati ai lavoratori (fino a 2.000 euro) saranno tassati con un’aliquota ridotta, pari ad appena il 10%. Sono previsti anche incentivi per le imprese che introducono sistemi di welfare aziendale a favore dei dipendenti.

LIMITE DEL CONTANTE
Verrà innalzato da mille a tremila euro il limite all’utilizzo dei contanti, approvato negli anni scorsi dal governo Monti per combattere l’evasione e molto contestato dagli operatori economici.

PARTITE IVA
Interventi a favore delle partite iva con un innalzamento di 10.000 euro delle soglie di ricavi (differenziate per settori) che danno diritto ad accedere all’imposizione forfetaria dei cosiddetti “minimi”. Fanno eccezione i professionisti, per i quali la soglia crescerà addirittura da 15.000 a 30.000 euro. Per le nuove partite iva, l’imposta sostitutiva scenderà dall’attuale 15 al 5% per 3 anni (5, nella migliore delle ipotesi).
Verrà approvato, con una legge collegata alla manovra, un vero e proprio “Statuto dei lavoratori autonomi” con l’obiettivo di introdurre per gli autonomi tutele oggi inesistenti come il diritto all’indennità di malattia.

PENSIONATI ED ESODATI
Il governo è intenzionato a tutelare una nuova tranche di 26.000 esodati e a prorogare l’opzione “donna”, cioè il sistema che permette alle lavoratrici di mettersi a riposo con molto anticipo (oggi il requisito è 35 anni di contributi e 57 anni di età) ma con forti penalizzazioni sull’assegno (che viene calcolato con il poco vantaggioso metodo contributivo).
Se l’UE sarà d’accordo, ci sarà inoltre l’innalzamento da 7.500 a 8.000 euro della no tax area per i pensionati, cioè il limite di reddito al di sotto del quale non si paga l’IRPEF.

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