Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un pacchetto di norme urgenti per sostenere l’occupazione, garantire salari dignitosi e combattere lo sfruttamento digitale.
Di seguito una sintesi delle principali novità contenuto nel provvedimento normativo:
Incentivi alle assunzioni (Bonus 2026)
Il decreto introduce quattro tipologie di sgravi contributivi totali (100%) per 24 mesi:
  • Donne svantaggiate: esonero fino a 650€/mese (800€ nel Mezzogiorno) per assunzioni a tempo indeterminato.
  • Giovani under 35: esonero fino a 500€/mese (650€ al Sud) per nuovi contratti stabili.
  • Stabilizzazioni giovani: bonus fino a 500€ per chi trasforma in indeterminato (entro fine 2026) contratti a termine stipulati a inizio anno.
  • Bonus ZES (Sud): per micro-imprese (fino a 10 dipendenti) che assumono disoccupati over 35 da almeno due anni.
Salario Giusto e Rinnovi Contrattuali
  • No al salario minimo legale: La retribuzione minima resta affidata ai CCNL sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi.
  • Continuità economica: I rinnovi devono coprire il periodo di “vacanza contrattuale”. Se il rinnovo tarda più di 12 mesi, scatta un adeguamento forfettario automatico pari al 30% dell’inflazione (indice IPCA).
Contrasto al Caporalato Digitale
Nuove tutele per i lavoratori delle piattaforme digitali: vengono introdotti l’obbligo di verifica dell’identità digitale e il diritto alla trasparenza degli algoritmi per prevenire sfruttamento e intermediazione illecita.

Welfare e Conciliazione Vita-Lavoro
  • Certificazione UNI/PdR 192:2026: Le aziende che investono in flessibilità, sostegno alla genitorialità e carichi di cura possono ottenere uno sgravio contributivo fino all’1% (max 50.000€ annui).
  • Previdenza Complementare: I lavoratori avranno la facoltà di destinare ai fondi pensione le quote di TFR maturate nel primo semestre 2026.