Il Bonus mamme è un’integrazione al reddito introdotta per sostenere le madri lavoratrici nel corso del 2025 (d.l. 95/2025, convertito in legge 118/2025).

Ecco tutto quello che devi sapere su requisiti, importi e come gestire la tua domanda entro le prossime scadenze.

Si tratta di un contributo di 40 euro mensili (per un massimo di 12 mensilità) rivolto alle madri lavoratrici con due o più figli. Sono escluse le lavoratrici domestiche e le mamme con tre o più figli a tempo indeterminato, perché già beneficiarie dell’esonero contributivo IVS previsto dalla legge di bilancio 2024.

Il contributo viene erogato in unica soluzione entro febbraio 2026 per le domande presentate entro il 31 gennaio 2026 o non ancora liquidate.

Se hai già fatto domanda, ma alcuni mesi del 2025 non sono stati inclusi, puoi inviare un’istanza integrativa entro il 31 gennaio. Se hai maturato i requisiti tra il 9 e il 31 dicembre 2025, hai tempo fino a fine gennaio per fare la richiesta.

L’INPS sta, inoltre, lavorando le domande presentate entro il 9 dicembre che erano state sospese. Controlla il portale per aggiornare i tuoi dati di pagamento e verificare lo stato della tua richiesta!

Come presentare la domanda

Puoi procedere in tre modi:

  • online, tramite il portale INPS, utilizzando il servizio dedicato (“Utilizza il servizio”);
  • Contact Center Multicanale, chiamando il numero 803 164, gratuito da telefono fisso, o il numero 06 164 164 da cellulare, a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori;
  • patronati, rivolgendoti agli enti di assistenza per un supporto nella compilazione.

Per ogni dettaglio tecnico su fiscalità, importi e requisiti d’accesso, resta valida la circolare INPS 28 ottobre 2025, n. 139.

Per il nuovo anno c’è una novità: la legge di bilancio 2026 ha aumentato il Bonus mamme a 60 euro mensili (fino a 720 euro annui). Spetterà dunque a tutte le lavoratrici dipendenti pubbliche o private e alle lavoratrici autonome con almeno due figli, purché abbiano un reddito non superiore a 40.000 euro annui e fino al decimo compleanno del figlio più piccolo (o fino al diciottesimo per tre o più figli).

Restano escluse le lavoratrici domestiche, mentre sono previste regole di coordinamento rispetto all’esonero IVS già previsto per specifiche platee di madri, con almeno tre figli, titolari di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Fonte: Vademecum Bonus Mamme