Lotta alla povertà: approvato in CdM il Decreto legislativo che introduce il Reddito d’Inclusione (ReI)

Il Consiglio dei Ministri del 9 giugno 2017, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, un Decreto Legislativo di attuazione della Legge sul contrasto della povertà, il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali (Legge 15 marzo 2017, n. 33).

Il Decreto introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2018, il Reddito d’Inclusione (REI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Si tratta di una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e d’inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà.

Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica. In particolare, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’ISEE, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al REI i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni.

Fermo restando il possesso dei requisiti economici, il REI è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Viceversa, non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

0