L’allungamento del congedo obbligatorio dopo la nascita di un figlio potrebbe entrare nella prossima legge di bilancio. L’ipotesi di un congedo di sei mesi (attualmente la norma prevede 5 mesi in favore della madre che da quest’anno, su richiesta e in determinate circostanze, possono essere utilizzati anche integralmente dopo il parto) è ancora in stato embrionale, ma è alla studio del governo che ha iniziato a mettere a punto un nuovo intervento in favore delle famiglie per aiutarle a conciliare i tempi della vita tra casa e lavoro. Una prima serie di interventi il governo li ha già messi in campo con l’ultima legge di Bilancio che, ad esempio, ha portato il “permesso” alla nascita di un figlio da 5 a 7 giorni per i neopapà.

Governo al lavoro

Ad annunciare che il cantiere famiglia non è chiuso è stata la sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi. Nei prossimi giorni – ha detto – sarà insediato un apposito gruppo di lavoro e, se si troveranno le risorse necessarie, le misure potrebbero essere inserite nella prossima legge di Bilancio. E certo una estensione di questo tipo potrebbe non costare poco.

Ipotesi assegno unico fino a 18 anni

Non è questo l’unico progetto al quale il governo e il Parlamento stanno lavorando. Durante l’ultima legge di Bilancio si è discusso molto di un assegno unico per i figli fino ai 18 anni, che dovrebbe arrivare nel 2021 e che però, per ora, resta una promessa. Elena Bonetti, titolare della Famiglia, ha annunciato il “Family act”, collegato alla manovra, che sarebbe in preparazione. Intanto sul tema c’è un disegno di legge all’esame della commissione Affari Sociali della Camera, fortemente voluto dal capogruppo Pd Graziano Delrio. La proposta, che potrebbe riprendere l’iter a breve, punta a riassorbire in un solo strumento, semplificato, tutti gli aiuti previsti, dalle detrazioni famiglia agli assegni familiari.