PrestO: emanata la circolare Inps sul nuovo lavoro occasionale per le aziende

Si chiama «PrestO» il nuovo contratto di prestazione occasionale messo a punto dall’Inps per disciplinare il nuovo lavoro occasionale introdotto dal D.L. n. 50/2017 in sostituzione del lavoro accessorio retribuito con i voucher . Nella giornata di ieri l’Istituto Previdenziale ha pubblicato la circolare n. 107/2017 con le indicazioni operative sulla nuova piattaforma telematica dell’Inps che partirà dal prossimo 10 luglio.

Per quanto riguarda il contratto di prestazione occasionale utilizzato dalle aziende, il compenso minimo orario è di 9 euro, ma si dovranno pagare almeno 36 euro, cioè il corrispettivo di quattro ore, anche se quelle effettivamente lavorate saranno meno. Ai 9 euro va aggiunto il 33% di contribuzione Inps (2,97 euro), 3,5% di premio Inail (3,2 euro) arrivando così a 12,29 euro. Su questo importo si applica l’1% di oneri di gestione che fanno salire il costo totale minimo orario per l’utilizzatore a 12,41 euro.

In base alle nuove regole ogni prestatore-lavoratore può incassare non più di 5.000 euro all’anno, con un limite di 2.500 per singolo utilizzatore. Quest’ultimo, a sua volta, non può erogare più di 5.000 euro di compensi all’anno sommando tutto il personale coinvolto. Ai fini del raggiungimento del tetto massimo si deve far riferimento al netto incassato dal lavoratore, quindi senza contributi, premi e commissioni.

Tuttavia, Il decreto legge n. 50/2017 prevede che per pensionati, studenti under 25, disoccupati, beneficiari di reddito di inclusione, gli importi effettivamente erogati siano considerati al 75% del loro valore solo per il limite a carico dell’utilizzatore. Nella pratica ciò sta a significare che un’ora di lavoro svolta da queste particolari categorie di soggetti deve essere computata, al fine del raggiungimento del limite massimo per l’utilizzatore, nella misura di € 6,75 e non di € 9,00. I prestatori, tuttavia, benché appartenenti alle categorie indicate, non potranno comunque andare oltre i 5.000 o i 2.500 euro netti effettivi.

La norma dispone, inoltre, che non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali rese da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa


Di seguito la procedura:

Utilizzatore e prestatore devono registrarsi sulla piattaforma dell’inps. La registrazione può avvenire on line ad opera dei diretti interessati o tramite il call center dell’Inps o, ancora, per il tramite degli intermediari abilitati.

L’utilizzatore deve fare un versamento preventivo (con F24 o addebito in conto corrente, su carta di credito) per l’accantonamento dell’importo da utilizzare per retribuire la prestazione occasionale.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 81/E dello scorso 3 luglio, ha già istituito le causali contributo da utilizzare con il modello F24.

Prima di ogni prestazione, l’utilizzatore deve comunicare 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, tramite la piattaforma telematica, i dati del lavoratore, luogo, ora di inizio e fine della prestazione, settore di impiego, compenso pattuito.

Il lavoratore viene informato dell’attivazione della prestazione tramite sms o email.

Il prestatore ha la possibilità di confermare l’effettiva avvenuta prestazione. L’utilizzatore, dopo aver effettuato la comunicazione preventiva obbligatoria sulla piattaforma Inps, può revocarla nei tre giorni seguenti a quello dell’attività prevista, nel caso in cui non si sia svolta.

Tale modalità, però, presta il fianco a possibili abusi dello strumento. Per questo motivo il lavoratore potrà entrare nella piattaforma e confermare di aver veramente eseguito la prestazione, inibendo in tal caso la possibilità di revocare la prestazione da parte del committente.

Invece se l’utilizzatore-committente revoca la prestazione prima della conferma, il lavoratore sarà informato tramite sms e potrà intervenire per comunicare di aver svolto l’attività, garantendosi il diritto all’accredito del compenso.

Se la prestazione non viene svolta, ma non viene revocata, l’Inps provvede in ogni caso al pagamento.

L’ accredito del compenso avviene, da parte dell’Inps, entro il 15 del mese successivo all’attività svolta, sul conto corrente, libretto postale, carta di credito indicati dal lavoratore stesso in fase di registrazione. In alternativa è possibile il pagamento tramite bonifico bancario domiciliato presso gli uffici postali.

Contemporaneamente al pagamento del compenso, l’Inps accredita i contributi previdenziali del lavoratore nella gestione separata.

Circolare numero 107 del 05-07-2017

Agenzia delle Entrate – Risoluzione_81_E

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