TIROCINI FORMATIVI: Si cambia

Con l’ accordo in Conferenza Stato-Regioni del 25 maggio 2017, sono state riviste le linee guida del 24 gennaio 2013 di definizione del contenuto minimo delle discipline regionali sui tirocini. Le Regioni hanno ora sei mesi per recepire le nuove indicazioni.

Le novità riguardano esclusivamente la regolamentazione dei tirocini extra curriculari mentre quelli curriculari restano di competenze delle scuole, dei centri di formazione professionale accreditati dalle stesse Regioni e delle università, nel quadro normativo della legge della “buona scuola”.

Resta confermato il divieto di attivazione per i datori di lavoro che abbiano fatto licenziamenti nei 12 mesi precedenti di soggetti aventi le medesime mansioni dei tirocinanti. In particolare non è possibile avviare tirocini per svolgere le stesse mansioni del personale che ha lasciato l’azienda nel caso di licenziamenti collettivi, per giustificato motivo oggettivo, per superamento del periodo di comporto, per mancato superamento del periodo di prova, per fine appalto o nel caso di risoluzione del rapporto di apprendistato per volontà del datore di lavoro, al termine del periodo formativo. Non costituiscono invece causa ostativa all’attivazione di tirocini formativi i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo.

Novità invece sul numero dei tirocini attivabili: da 0 a 5 dipendenti a tempo indeterminato (o a tempo determinato a condizione che la data di inizio del contratto sia anteriore alla data di avvio del tirocinio e la scadenza del contratto sia posteriore al termine del tirocinio) è possibile attivare un tirocinio; da 6 a 20 dipendenti: due tirocini; oltre I 20 dipendenti: tirocinanti in misura non superiore al 10% dei dipendenti in forza con arrotondamento all’unità superiore.

Le nuove linee guida introducono una premialità per incentivare la stabilizzazione dei tirocinanti alla fine del loro periodo. La premialità consiste in una deroga al limite massimo di tirocini attivabili. In particolare, i datori di lavoro con più di 20 dipendenti potranno superare il limite del 10% se avranno assunto almeno il 20% dei tirocinanti dei 2 anni precedenti, con un contratto di almeno sei mesi (anche part time al 50 per cento). Con proporzione crescente rispetto alle percentuali di stabilizzazione, la nuova premialità consente di attivare fino a 4 tirocini oltre il limite del 10%, nel caso di assunzione di tutti i tirocinanti dei 24 mesi precedenti.

E’ prevista una durata minima di due mesi, ridotta a un mese per le attività stagionali. Nel caso di tirocini svolti da studenti e attivati dai servizi per il lavoro, si può scendere a due settimane. La durata effettiva del tirocinio deve essere congrua rispetto agli obiettivi formativi da conseguire.

L’indennità minima da corrispondere al tirocinante resta quella di 300 euro lordi mensili fissata con le precedenti linee guida, ferma restando la facoltà delle Regioni di aumentarla. Tuttavia viene precisato che l’indennità può essere erogata per intero a fronte di una partecipazione minima ai tirocini del 70% su base mensile.

Per l’ attivazione dei tirocini è necessaria la sottoscrizione di una convenzione tra soggetto promotore e soggetto ospitante, cui è allegato il piano formativo individuale del tirocinante. L’attività di quest’ultimo si dovrà svolgere sotto la supervisione e l’accompagnamento di due tutor: uno del promotore e l’altro dell’ospitante.

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